Thomas Ruff: Photographs 1979 – 2017

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La Whitechapel Gallery di Londra omaggia la sensibilità artistica di Thomas Ruff (1958, Germania) attraverso una retrospettiva curata da Iwona Blazwick, che ripercorre i lavori fotografici dell’artista dal 1979 al 2017, sottolineando come la pratica artistica rifletta un altro modo di sentire la contemporaneità.  Attraversando il percorso espositivo, che per lo più segue un seguire cronologico, le fotografie di Thomas Ruff colgono il sentire comune dei cambiamenti culturali, etici e politici, dell’Europa contemporanea, muovendosi agilmente tra la percezione soggettiva e il sentire comune. È quindi palpabile l’interesse che l’artista ha a focalizzarsi simultaneamente sia sulla micro-realtà del quotidiano tanto quanto ad aprirsi alle scale più ampie della visione guardando al cosmo e ai meccanismi che regolano la visione e la conoscenza del reale.

I primi lavori ripercorrono gli esordi dell’artista quando Thomas Ruff, ancora studente presso la prestigiosa Staatliche Kunstakademie in Düsseldorf, trascorre un periodo di ricerca a Parigi. Nella otto fotografie presenti in mostra, si percepisce l’attenzione dell’artista verso la dimensione corporea, più che per la posa fotografica, pensata all’interno del regime istituzionale e architettonico, come emerge in L’Empereur (1982) in cui l’artista reinventa la funzione modernista in favore della presenza umana, pensando una nuova idea di still-life. Dalla rivalutazione del corpo, la mostra si sposta verso gli aspetti psicologici del ritratto, come per le serie Portraits (1986-1991 e 1998-) che hanno a lungo reso celebre l’artista, rivisitando su larga scala le fotografie utili per i documenti d’identità. Pensando agli aspetti classici della ritrattistica sia pittorica che fotografica, ciò che rende unico il lavoro di Thomas Ruff, è la capacità di combinare simultaneamente il dettaglio dell’espressione soggettiva e l’oggettività della visione fotografica, rendendola una forma documentaristica dell’esistenza. Così in lavori come Portrait (P Stadbaumer) l’immagine fotografica svela un’estetica del contrasto tra il soggetto e la composizione. La natura sensibile dei suoi lavori è percepibile nella serie successive Sterne (Stars), 1982-1992, immagini riprese da un telescopio ad alta definizione presso l’Osservatorio del Sud Europa, affiancate da più recenti atro-fotografie, quali Machines (2003) e m.a.r.s. (2010) in cui oltre a rivelare la materia sensibile dell’universo, sottolineano una visione meccanicistica dei corpi terresti, in analogia con la pratica fotografica.

La serie di fotografie di interni, Interieurs (Interiors), 1979-1983, rappresenta forse, il momento culminante in cui percepire la sensibilità tanto acuta quanto penetrante, del fare artistico di Thomas Ruff. Attraverso una serie di immagini di interni domestici di uso quotidiano, privati intenzionalmente dalla presenza umana, lo scatto è in grado di trasportarci oltre l’istante dell’atto fotografico, suggerendo percettivamente, il prima e il dopo di ogni scatto, come se l’oggetto artistico della composizione – per lo più dettagli di interni – fosse sensibile alla presenza e all’immaginazione. L’intimità di queste immagini trova un perfetto contrasto visivo con le più recenti fotografie digitali di grande formato, che guardano, ai disastri tecnologici e naturali avvenuti nella contemporaneità, al limite tra bellezza estetica e preoccupazione etica, come per jpeg ny01 (2004).

Ecco che nel confrontare la sfera privata con la sfera pubblica, le opere fotografiche di Thomas Ruff lasciano spazio a nuove prospettive, orientamenti e osservazioni, interrogando i limiti di una visione oggettiva, da sempre imperante nel linguaggio fotografico, quando a confronto con la realtà. Le serie fotografiche Nachte (Nights) (1992-1996) and Portrats (Other Portraits) (1994-1995) pongono un interrogativo sull’intimità dell’immagine quando messa in relazione ai sistemi di sorveglianza.

L’ultima sala è dedicata ai lavori più recenti dell’artista che otre alla sperimentazione digitale della fotografia, indaga l’immaginario contemporaneo tra il reale, il virtuale e il cosmico, suggerendo una metafora del mezzo fotografico, concepito come meccanica della visione. Se la serie di fotografie Hauser (Houses), 1987-1991, catturano i dettagli architettonici di paesaggi suburbani privi della presenza umana, le fotografie nudes, 1999-, Substrate (Substrates), 2001, Fotogramme (Photograms), 2012-, e Negative (Negatives), 2014, sono una rivisitazione di immagini dal web, che acquistano spessore artistico oltre al loro fluire comunicativo. La retrospettiva si conclude con un accento politico e volto all’attualità nell’era globale. Con le serie fotografiche Zeintungsphotos (Newspaper Photographs) degli anni ’90, e press++, 2015, Thomas Ruff interroga il presente attraverso le documentazioni storiche, chiedendosi quale ruolo e quale spessore abbia la rappresentazione.

2. 2011_ma.r.s.01_IIIThomas Ruff, ma.r.s. 01_III, 2011, C-print, 255 × 185 cm © Thomas Ruff

3. 1988_Porträt(P. Stadtbäumer)Thomas Ruff, Porträt (P Stadtbäumer), 1988, C-print, 210 × 165 cm © Thomas Ruff

6. 2007_Substrat31IIIThomas Ruff, Substrat 31 III (Substrate 31 III), 2007, C-print, 186 × 268 cm © Thomas Ruff

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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