Passo a due? O forse a tre. Tilo Schulz e Francesco Hayez a confronto

1)	Restauro delle lunette ad affresco di Francesco Hayez (2015), Palazzo Ducale, Chiesetta del Doge, Courtesy Espace Louis Vuitton Venezia.

Guardando le lunette, si avverte l’emozionante immensità, la vastità del campo visivo e il tentativo di registrare la complessità, qualcosa che va ben oltre l’idea astratta del mondo.
Tilo Schulz

Tilo Schulz <> Francesco Hayez è il titolo della nuova mostra proposta dall’Espace Louis Vuitton di Venezia che vede l’artista tedesco Schulz confrontarsi con le imponenti Lunette, dipinte nel 1819, da Hayez. La mostra, inaugurata lo scorso 7 maggio nella prestigiosa sede di Calle del Ridotto, è curata da Eva Kraus, direttrice artistica dello spazio espositivo. Per l’occasione Schulz ha creato una nuova installazione che dialoga con le lunette di Francesco Hayez (1791-1882) provenienti dal Palazzo Ducale di Venezia e recentemente restaurate ed esposte per la prima volta dopo i lavori  nell’Espace Louis Vuitton.

Le lunette furono dipinte quasi due secoli fa da Francesco Hayez e illustrano il periodo in cui Venezia era un importante centro del commercio mondiale. Al giovane pittore italiano, che successivamente sarebbe diventato il massimo esponente del romanticismo storico, venne affidato, dalla Camera di Commercio di Venezia, il compito di affrescare due locali al piano terra di Palazzo Ducale destinati a ospitare la Borsa Mercantile. In risposta agli affreschi di Hayez, Tilo Schulz ha realizzato un’installazione particolarmente suggestiva in grado di dialogare, sia sul piano pittorico sia su quello spaziale, con le opere storiche. Si tratta di due grandi dischi tondi rotanti che fluttuano paralleli tra loro nell’ambiente, simboleggiando l’orbis terrarum.

Da un lato si trova uno specchio, mentre dall’altro un dipinto fortemente materico realizzato attraverso l’alternanza di diversi strati di colori differenti. L’artista la definisce “pittura metaforica”, poiché, a suo avviso, le superfici astratte e dinamiche di solchi e strappi, così come anche le superfici lisce e le aree di luce in mezzo, raccontano di irregolarità e splendore che formano il nostro mondo. “Nello spazio espositivo di Venezia – commenta Schulz nel catalogo della mostra – ci si trova circondati dalle lunette e vi sono dischi di due metri in posizione opposta che ruotano lentamente intorno al proprio asse. Su un lato dei dischi si trova una pittura grezza, su più strati, mentre l’altro lato è coperto da uno specchio scuro. Due specchi scansionano l’orizzonte grazie alla rotazione dei dischi, portando così costantemente le lunette “nel dipinto” e rispecchiando al tempo stesso i miei dipinti, esponendoli di nuovo. Possono sembrare anche uno specchio infranto, poi ricomposto che crea nuove concessioni.”

Ne risulta dunque che si riflette non solo la visione del mondo storica e attuale, ma anche i profili dei visitatori che sono così collegati con lo spazio circostante e con il contesto artistico. E’ come se Schulz cercasse l’aiuto del pubblico per rinforzare la connessione tra le sue opere e le lunette di Hayez. Per colmare la distanza epocale, visiva ed emozionale, l’artista tedesco si affida agli specchi e allo spettatore che, in questo caso, risulta il trait d’union ma anche il motore capace di azionare e completare questo dialogo.

Francesco Hayez <> Tilo Schulz
A cura di Eva Kraus
Espace Louis Vuitton Venezia,
Calle del Ridotto 1353, 30124 Venezia
Dal 7 maggio al 25 ottobre 2015

1Lunette Restoring Work

Restauro delle lunette ad affresco di Francesco Hayez (2015), Palazzo Ducale, Chiesetta del Doge, Courtesy Espace Louis Vuitton Venezia.

2 Lunette

Francesco Hayez, Lunetta Tritone con ippocampo (1819), Courtesy Espace Louis Vuitton Venezia.

3 TILO SCHULZ_work in progress

  Tilo Schulz, work in progress (2015), Courtesy Espace Louis Vuitton Venezia.

5 veduta mostra

Veduta della mustra Tilo Schulz <> Francesco Hayez, Courtesy Espace Louis Vuitton Venezia.

 

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Davide Mariani

Dottorando in storia dell’arte contemporanea presso la Scuola di Dottorato in scienze dei sistemi culturali del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari. Parallelamente svolge l’attività di curatore indipendente attraverso la realizzazione di progetti espositivi in spazi pubblici e privati. I suoi interessi di ricerca sono principalmente la commistione tra le arti, in particolare gli sconfinamenti tra arte, moda e design, e la scultura italiana del XX secolo. Si è occupato inoltre di ceramica artistica e artigianato del Novecento.

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