Todestriebe: i Masbedo alla Fondazione Merz

Masbedo_11.22.03, 2003, video installation on two screens, and projections on three white overalls, length 11’ 22’’ 03’

Come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo d’intenderci; non c’intendiamo mai! Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore – Atto IIn un’epoca in cui lo sviluppo dei sistemi di comunicazione ha raggiunto livelli inimmaginabili fino ad alcuni decenni fa, la parola incomunicabilità è ancora al centro dei rapporti umani, non attenuandosi con il progresso ma dando origine a nuove e più isolanti forme d’impermeabilità tra gli individui. Internet, televisione, radio, social network, hanno contribuito a trasmettere una visione falsata del mondo reale conducendo i singoli, in modo graduale o, troppo spesso, immediato, a una chiusura ermetica verso l’esterno, che si è rivelata, nel tempo, impossibilità estremizzata nel comunicare. È da qui che parte la riflessione che ha dato origine a Todestriebe, personale del duo Masbedo, al secolo Niccolò Massazza (Milano 1973) e Iacopo Bedogni (Sarzana, 1970) che proprio sul tema dell’incomunicabilità affonda la propria struttura espressiva.

La Fondazione Merz ospita, infatti, nove opere video che, tra nuove realizzazioni e lavori già esistenti, danno vita a un’unica grande installazione. Quest’opera composita prende possesso, espandendosi nello spazio, di tutto l’ambiente espositivo, avvolgendo lo spettatore e immergendolo completamente in quella che è un’esperienza di fruizione a tutto tondo dei video presentati. I Masbedo prendono per mano il visitatore accompagnandolo in un viaggio tra cinema, musica, teatro, attraverso tutte le possibili variazioni sul tema che non si distacca mai dal suo fulcro: il rapporto tra uomo e natura e la comunicazione che da esso scaturisce. L’esposizione, visitabile fino al Gennaio 2015, si sviluppa in parallelo con il primo film dei due video artisti, The Lack, presentato alla 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori. Un’opera prima che si affianca ai numerosi lavori di video-arte e video-performance realizzati dai Masbedo sin dagli esordi e che li hanno portati a partecipare nel corso della loro carriera a numerosi Film Festival tra cui Venezia, Lisbona, Locarno, Roma, Istanbul e Miami. Vincitori del premio Cairo nel 2010, le loro opere vengono esposte e presentate al MAXXI di Roma, al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, al Centro Luigi Pecci di Prato, all’Ambasciata d’Italia a Berlino e presso il Leopold Museum di Vienna.

Nell’esposizione torinese curata da Olga Gambari, è previsto anche un momento di confronto con l’opera dell’artista Mario Merz: il duo si è concentrato sull’opera Lumaca, video realizzato da Gerry Schum nel 1970 in cui Merz è ripreso mentre disegna una spirale su un vetro, proponendo una riflessione accurata e centrale nel percorso di Todestriebe con un lavoro collettivo al quale hanno invitato a partecipare alcuni dei video-artisti più conosciuti nel panorama internazionale tra cui Marzia Migliora, Rä Di Martino, Jan Fabre, Shaun Gladwell. Ne sono nati una serie di appunti visivi in cui ciascuno degli artisti coinvolti ha espresso il proprio punto di vista sulla video arte in generale, con una particolare attenzione all’opera di Mario Merz. Mantenendo l’equilibrio tra il passato e il presente, i Masbedo hanno realizzato con questo lavoro la summa dell’intera mostra; l’installazione vede un netto richiamo all’opera Lumaca in quanto i singoli video sono posti a formare una spirale e il loro sincronismo sottolinea il tema su cui si basa l’intera esposizione: l’incomunicabilità espressa però in modo positivo ed inserita nella dimensione artistica che, attraverso la sua capacità comunicativa, traduce le parole in sentimenti comuni comprensibili a tutti.

Todestriebe – Masbedo Solo Exhibition
4 Ottobre 2014- 11 Gennaio 2015
Fondazione Merz – Torino

Masbedo_11.22.03, 2003, video installation on two screens, and projections on three white overalls, length 11’ 22’’ 03’

Masbedo, 11.22.03, 2003, video installation on two screens, and projections on three white overalls, length 11’ 22’’ 03’

A 0778

Masbedo, Glima 2008 single-channel video PAL format-16-9 length-17’-59’’ edition-7-+-2-AP, courtesy-Masbedo

MASBEDO_ Ash, 2010, two screens rear projection, format 16_9 and 4_3, edition 5 + 2 AP, courtesy MASBEDO

Masbedo, Ash, 2010, two screens rear projection, format 16_9 and 4_3, edition 5 + 2 AP, courtesy Masbedo

MASBEDO_Cose (Ritratto), 2012, video performance, Festival Filosofia Modena, courtesy Snaporzverein

Masbedo, Cose (Ritratto), 2012, video performance, Festival Filosofia Modena, courtesy Snaporzverein

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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