Tumultueuse Amerique: gli occhi di Jean-Pierre Laffont

New York City street gang Savage Skulls

«…di sicuro ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà “come”,
mentre altri di natura più curiosa si chiederanno “perché”».
Man Ray

In esposizione alla Maison Européenne de la Photografie, il fotogiornalista Jean-Pierre Laffont, fondatore con sua moglie Eliane Laffont degli uffici Gamma negli Stati Uniti e dell’agenzia Sygma Photo News, ci offre una visione caleidoscopica di ciò che è accaduto in America tra gli anni Sessanta e Novanta e ce ne da la sua visione cruda e senza compromessi.

Nato in Algeria nel 1935 e istruitosi in Marocco e in Svizzera, ha iniziato la sua carriera come fotografo di moda e di celebrità a Parigi e sui set cinematografici a Roma per la MGM. La sua curiosità insaziabile e il suo spirito libero lo portano nel 1965 negli Stati Uniti, che diventeranno la sua seconda patria. Un paese che lui stesso definisce “il paradiso di un fotografo” perché con la sua libertà di espressione gli permetterà di documentare senza censura tutti gli avvenimenti, anche i più controversi, della società americana. Immagini che come metafore sono capaci di ravvivare emotivamente la memoria collettiva con una prospettiva straniera e familiare. Davanti ai nostri occhi, c’è tutta un’epoca che rivive.

Libero, appassionato, curioso, Laffont arriva in America e ha davanti a sé profondi anni di cambiamenti, periodi sorprendenti ed emozionanti. Nei tre decenni a venire imprimerà su pellicola l’ampio spettro della gioventù americana nascente: dal ritrovato ottimismo di fine del conflitto col Vietnamai ai reportage sul movimento hippie, la conquista dei Civil Righst afro-americani, la liberazione sessuale e ancora i diritti gender. Immortala i funerali di Martin Luther King, di Robert Kennedy, denuncia le condizioni dell’universo carcerario, le atrocità del Ku Klux Klan e ancora cattura momenti di trascinante euforia come la partenza per la luna dell’Apollo 11 o il grande festival al parco Watkins Glen. Laffont è allo stesso tempo davanti e al centro di una storia che contemporanea si svolge. Nella mostra che la Maison Européenne de la Photographie gli consacra, il fotografo scruta sussulti e sismi sociali, mutazioni politiche e culturali del suo paese di adozione. Queste immagini ci riportano alla nascita, assieme dolorosa ed esaltante, di un’America contemporanea. E i suoi soggetti non sono puramente oggetti, ma anzi attori di un’epoca a venire.

Ilaria Peretti

In esposizione dal 9 settembre al 31 ottobre 2015
Maison Européenne de la Photographie
5/7 rue de Fourcy – 75004 Paris

Un bacio tra due uomini al primo Gay Pride di New York, giugno 1970, Jean-Pierre Laffont

Jean-Pierre Laffont, Un bacio tra due uomini al primo Gay Pride di New York, giugno 1970.

Due uomini seduti di fronte al World Trade Center, ottobre 1975, Jean-Pierre Laffont

 Jean-Pierre Laffont, Due uomini seduti di fronte al World Trade Center, ottobre 1975

Summer Jam al Watkins Glen, New York, luglio 1973, Jean-Pierre Laffont

Jean-Pierre Laffont, Summer Jam al Watkins Glen, New York, luglio 1973.

 

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