Ubay Murillo – Chic chic chic

Portraet -2012- collage

Riccardo Costantini Contemporary ha ospitato la prima mostra personale torinese dedicata all’opera di Ubay Murillo – Chic chic chic (chck chck chck), a cura di Maria Cristina Strati.

Portraet -2012- collage

Ubay Murillo, Portraet, 2012, collage 
 

Nei dipinti a olio del giovane artista spagnolo, corpi senza volto, ridotti a meri contenitori di abiti dalle fogge più differenti sfilano dinanzi a noi come manichini senz’anima o come fossero le pagine strappate di una rivista glamour | Rodarán cabezas, 2012 – Olympus Digital Camera, 2012. L’assenza di un volto umano denuncia lo smarrimento d’identità dell’uomo e la presenza di questi corpi si fa inquietante come fossero apparizioni. L’artista celebra l’assenza come immagine della comunità e del singolo facendoci sprofondare nei più reconditi segreti dell’inconscio ed evocando paure ancestrali.
Il risultato compositivo ha quindi la doppia fascinazione dell’incompiuto e della massima concretezza formale nella quale si delinea una poetica a metà strada tra la semplice suggestione tridimensionale e il trascendente. Tale progetto sembra nascere dalla volontà di ricercare, in una sorta di osmosi continua e coerente, un nuovo vocabolario del contemporaneo. Partendo dalla tradizione della pittura, egli sfocia in un’innovazione del linguaggio ove una disincantata razionalità fa posto alla fantasia.

Leer -2012- 140x140cm

Ubay Murillo, Leer, 2012, painting
 

L’artista si cimenta con tele di medie e grandi dimensioni nelle quali l’attenzione all’equilibrio compositivo prodotto da luci e proporzioni, delinea opere d’incondizionata eleganza percorse da un impercettibile forma d’inquietudine. Il colore diviene assoluto protagonista insieme a una tridimensionalità che non trova definizione e delinea un catalogo d’imponenti personaggi senza tempo. Ispirazioni cromatiche provenienti dal caleidoscopici anni ’60 o atmosfere di assoluta raffinatezza sembrano trasformarsi in un apparente simbolo di equilibrio e serenità, in realtà segno di una moderna allegoria dell’ambivalenza dell’esistenza generale | s Trugbild, 2012 – Leer, 2012.
All’interno del percorso espositivo, costanti sono anche i rimandi agli strumenti di tortura che aumentano, innegabilmente, il nostro senso di spaesamento, ma è proprio questa costante contaminazione fra mondi formalmente differenti e distanti ad aumentare il fascino della sua opera che così si carica di screziate valenze storiche dal sapore onirico | Iron Maiden, 2012.

Evaporar -2013- 180x140cm

Ubay Murillo, Evaporar, 2013, painting
 

Ultima forma di sperimentazione presentata dall’artista sono i collages da lui composti utilizzando le pagine delle riviste di moda più patinate presenti sul mercato dell’editoria mondiale o con i frammenti dei cataloghi dei maggiori brand di abbigliamento. L’artista costruisce così infiniti mondi, aperti e suscettibili d’influenze esterne, permeabili a una profonda riflessione sul significato relativo al capitalismo occidentale.
Giocando con i nessi che coinvolgono e definiscono il confine fra moda e mondo del grottesco, i lavori di Ubay Murillo si configurano come un ulteriore passo verso la verifica dell’esistenza di una mancata sincronia di tempi e di espressioni propri della sfera privata e pubblica di ognuno di noi. Rappresentando simbolicamente i meccanismi che regolano la vita contemporanea, queste opere rispondono a un desiderio intrinseco di unione verso la frantumazione economica, sociale e spirituale della nostra società. Il trait d’union di questi lavori si manifesta quindi sulla tela circoscrivendo la natura di un’operazione artistica capace di trasformarsi nell’icona dell’oggi, impronta di un tempo ambiguo e oscuro da vivere e comprendere. Quello di Ubay Murillo è senza ombra di dubbio un percorso in via di definizione ma che si ciba sin da ora, di una cifra stilistica chiara e limpida.

Red Carpet -2013- 190x140cm

Ubay Murillo, Red Carpet, 2013, painting

Angiolina Polimeni

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