Un viaggio nel mondo onirico di Franco Zeffirelli

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Siamo al complesso di San Firenze – in origine convento dei Padri Filippini, prima Tribunale della città e ora prestigiosa sede della Fondazione Franco Zeffirelli. In realtà definirla fondazione è limitato, in quanto si tratta di un vero e proprio centro culturale che al suo interno ospita una scuola, un museo, un archivio, una biblioteca, un ristorante e perfino spazi dove svolgere eventi culturali come concerti e mostre temporanee.  Questa la volontà del Maestro Franco Zeffirelli, sapientemente eseguita dal figlio e vice presidente Giuseppe Corsi Zeffirelli Pisciotto.

Il museo, curato da Carlo Centolavigna, Caterina d’Amico e Giuseppe Zeffirelli è costituito principalmente da una mostra permanente dedicata all’opera del regista, e ne ricostruisce, con un percorso articolato in 20 capitoli, le tappe fondamentali della sua carriera a partire dal 1948. La collezione ospita 250 opere del Maestro tra bozzetti di scena, disegni e figurini di costumi.  Il percorso espositivo segue una suddivisione cronologica e si snoda in tre differenti percorsi:  Teatro di prosa, Opera in musica e Cinema.  All’interno di ogni percorso vengono presentati gli sviluppi degli allestimenti teatrali e delle produzioni cinematografiche che, corredati dalle foto di scena, esemplificano le tappe principali della parabola artistica di Zeffirelli.

Indimenticabili sono film come Fratello sole sorella luna, Gesù di Nazareth, Un tè con Mussolini, Callas forever, ma anche le sue trasposizioni cinematografiche di capolavori shakespeariani come Romeo e Giulietta o di opere verdiane come l’Otello e la Traviata. Celebri sono, inoltre, le amicizie e i sodalizi artistici con Luchino Visconti, Richard Burton, Liz Taylor, Maria Callas, giusto per citarne alcuni. Ritroviamo riferimenti a tutto questo (e molto altro) percorrendo le sale del museo, dove sembra di essere immersi in una dimensione onirica, quasi fiabesca. Si rimane a bocca aperta osservando l’eclettismo del Maestro che si rivela soprattutto nella realizzazione dei bozzetti. In questi si nota la sua propensione al colorismo e alla sperimentazione di tecniche di ogni tipo, dall’acquerello al modellino plastico, dal disegno a penna al collage di materiali tessili e cartacei.  Al centro del percorso si trova la sala dedicata a “Zeffirelli’s Inferno”: una trasposizione cinematografica dell’Inferno dantesco che non fu mai realizzata. Sorprendente è anche la monumentale Sala della musica, presso la quale dal 14 novembre 2017 è partito un ciclo di concerti, conferenze, proiezioni di grande interesse.

Insomma visitare il museo equivale a compiere un viaggio nei 70 anni di carriera del Maestro, percorrendo la storia dello spettacolo del Novecento, dalle regie teatrali fino alle incursioni nel campo cinematografico e televisivo.

Per il calendario completo delle attività, e per maggiori informazioni sul Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli si prega di consultare il sito (https://www.fondazionefrancozeffirelli.com).

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