Da Diane Arbus a Letizia Battaglia. Venticinque donne a Venezia.

Bettina Rheims

Venticinque protagoniste internazionali a confronto nella Casa della Fotografia di Venezia. La Casa dei Tre Oci, spettacolare architettura neogotica che si affaccia sul bacino di San Marco dall’isola della Giudecca, presenta Sguardo di donna: da Diane Arbus a Letizia Battaglia. La passione e il coraggio, un’emozionante analisi trasversale su alcune delle più importanti tematiche del mondo contemporaneo.Un dialogo fotografico in cui s’intrecciano relazioni di drammi sociopolitici, violenza domestica, conflitti razziali e trasformismo sessuale, visti attraverso lo sguardo di Diane Arbus, Martina Bacigalupo, Yael Bartana, Letizia Battaglia, Margaret Bourke-White, Sophie Calle, Lisetta Carmi, Tacita Dean, Lucinda Devlin, Ferrato, Giorgia, Nan Goldin, Roni Horn, Zanele Muholi, Shirin Neshat, Yoko Ono, Catherine Opie, Bettina Rheims, Tracey Rose, Martha Rosler, Samugheo, Alessandra, Sam Taylor-Johnson, Donata Wenders, Yelena Yemchuk.

Al coinvolgimento emotivo si unisce un allestimento espositivo profondo firmato dallo stilista Antonio Marras, che ha costruito l’esposizione attraverso i ricordi del Teatro La Fenice. Ogni piano del palazzo ha una scenografia a sé. Dai montanti, utilizzati per ristrutturare e sorreggere il teatro, ai bauli lignei adibiti ad armadio per celare quegli indumenti scenici, appesi nel salone centrale. Un’installazione surreale dove, catturati come in incantesimo, sono posti degli abiti di scena. Il vestito, che un tempo era stato indossato e utilizzato, ora, viene abbandonato e appeso insieme agli altri. Espressione di abbandono, di perdita, l’abito racconta la vita. Un ricordo lontano, malinconico, che attraverso il taglio dell’indumento completa il dialogo della narrazione fotografica. All’elemento fisico, all’allestimento, si uniscono i profondi cromatismi delle pareti: il bordeaux porpora – un colore che è urgenza, immediatezza – trasforma le pareti in un involucro, quasi come ci si trovassimo in un utero di narrazioni, di denunce e critiche.

Un progetto ambizioso che conferma il ruolo della fotografia come mezzo per riconoscere la realtà, codificandola e ricordandola. Da qui la scelta di Francesca Alfano Moglietti, curatrice dell’esposizione, di dare spazio a una rassegna di persone umane, uno sguardo sul mondo, verso esperienze concrete nascoste dietro le apparenze illusionistiche a cui la società ci educa.

Casa dei Tre Oci
Fondamenta delle Zitelle 43, Giudecca, Venezia
Orario di apertura: 10 settembre 2015 – 8 dicembre 2015
10.00-19.00; chiuso il martedì

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Lisetta Carmi, Ezra Pound, Sant’Ambrogio di Rapallo, 1966.

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Nan Goldin, Trixie on the cot, NYC, 1979. Courtesy the artist and Guido Costa Projects Torino

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Diane Arbus, Girl in her circus costume, 1970. The Estate of Diane Arbus. Courtesy M E Woerdehoff von Graffenried

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Martina Bacigalupo, Walter and Benjamin, From the series Hito, 2005. Martina Bacigalupo Agence VU Paris

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 Donna Ferrato, Diamond (dalla serie Living with the Enemy), 1988. 

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Giulia Barigelli

Appassionata d’arte, di moda e design, ed interessata alla promozione della cultura artistica; si specializza in "Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali" presso l’ateneo veneziano Ca’ Foscari. A Venezia, dove vive e lavora, ha collaborato con varie organizzazioni culturali e gallerie d’arte. Attualmente lavora come mediatrice culturale e assistente di galleria presso lo spazio espositivo "Officina delle Zattere" di Venezia.

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