Visions of the Universe

1.The .Butterfly Nebula

A Greenwich, il National Maritme Museum espone una mostra dedicata alla visione moderna dell’Universo, che è oggi in grado di definire conoscenze, immagini ed esplorazioni altamente sofisticate, per mezzo dell’evoluzione tecnologica, con l’ammirevole tentativo di unire, seppur mantenendo i specifici tratti distintivi, Scienza, Arte e Religione che da sempre indagano l’invisibile e le infinite declinazioni. Sembra non poter esserci contesto migliore per proiettare universalmente la visione attuale del Cosmo, secondo differenti parametri.

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Wolfgang Tillmans, Venus transit, 2004. © Wolfgang Tillmans. Courtesy Galerie Buchholz, Cologne/Berlin
 

L’immagine della grande nebulosa di Orione, nota per brillantezza e visibilità, è uno dei modelli più trattati da astronomi, scienziati e astrofotografi, per definire gli attributi di una visione sempre più dettagliata, come illustrano i disegni di Sir John Hersche, 1835, le fotografie di Henry Draper, 1882, le astrofotografie di David Malin, 1972, e le ultime scoperte del telescopio spaziale Hubble, 1994.

2.The Galilean Moons

The Galilean moons: Io, Europa, Ganymede and Callisto (c) NASA/JPL/DLR. Galileo orbiter spacecraft, 1996-97. Solid-State Imaging (CCD) System
 

La mostra è pervasa da un sentimento di stupore e meraviglia, considerato ugualmente al pari delle più avanzate ricerche scientifiche che sostengono l’esplorazione della Visione di Notturni; la Luna è ritratta come un mosaico d’immagini fotografiche, dalla rappresentazione di Galileo Galilei, alle tavole telescopiche del giovane amatore Jathin Prenjith, (India, 1996), fino alle sequenze della LRO Camera, NASA. Non sorprende invece, che la poetica che accompagna il panorama celeste, sia interpretata da Wolfgang Tillmans (Germania, 1968), e dalle sequenze fotografiche, Venus Transit, 2004, e in flight astro (ii), 2010. Le vedute hanno l’obiettivo di delineare le meccaniche celesti, oltre ogni presupposto scientifico, definendo una precisa collocazione spaziale, unicamente suggerita dalla pura Luce, quale fonte privilegiata sulla Terra, e mediata da filtri rosa in camera oscura; il tocco dell’artista è una palpabile esperienza di manipolazione dell’immagine per mezzo del soft-focus, e una rappresentazione astratta.

1.The .Butterfly Nebula

The Butterfly Nebula (NGC 6302) (c) NASA/ESA and the Hubble SM4 ERO Team: Hubble Space Telescope, 2009. Wide Field Camera 3 (WFC3)
 

Le immagini atmosferiche del Sole riflettono l’elevata potenza delle radiazioni, del campo magnetico e la struttura specifica, visibili secondo lo spettro della luce ultravioletta, sottolineando la configurazione nel corso dei fenomeni di rotazione, transiti planetari e allineamenti, eclissi. Una sezione è dedicata alla conoscenza dei Pianeti del sistema Solare, tra cui emerge l’incessante tentativo dell’uomo di definire una visione comprensiva dell’Universo: tracce della storia collettiva, ripercorrono l’impresa di N. Armstrong  e dell’Apollo 11 nel 1969, e per ultimo, il panorama di Marte, visibile attraverso la spedizione Curiosity, NASA, 2012.
L’osservazione astronomica è affidata al pioniere dell’astrofotografia David Malin (UK, 1941), che ha identificato e ampliato le potenzialità della fotografia a colori per ritrarre the Sky-Legend, visibile nelle tavole e illustrazioni del progetto DMI, in collaborazione con AAO – Osservatorio Anglo – Australiano: memorabili le immagini della nascita e morte delle stelle, le nebulose, la Via Lattea e le galassie, riconosciute definitivamente dall’astrofisico Edwin Hubble (USA, 1889-1953). L’ultimo punto di vista è in prospettiva terrestre, dove l’incontro tra la Luce dell’Universo e i fenomeni terrestri, danno luogo a scenari reali di bellezza assoluta.

3.Venus

Venus (c) NASA. Magellan spacecraft, 1991. Imaging radar
 

Visions of the UNIVERSE pone nuovamente la questione sui modi contemporanei attraverso cui conosciamo, classifichiamo e interpretiamo il Cosmo: è una riflessione che ripercorre l’evoluzione scientifica, e le più articolate concezioni artistiche e religiose, attraverso risposte che non possono essere determinate per sempre, ma infinite nelle loro potenzialità, e poetiche nel loro approccio; nelle parole del poeta Ralph Waldo Emerson (USA, 1803-1822): “Il Cielo è l’ultima galleria d’arte appena sopra di noi”.
La mostra è dedicata a Sir Patrick Moore (1923-2012), pioniere dell’Osservazione Lunare e celebre presentatore di The Sky at Night, BBC.

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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