VISIVA. Intervista a Auronda Scalera

Macchina_fotografica_a_banco_ottico_costruita_dal_team_di_VISIVA

Nel 2012 a Roma è nata VISIVA – La città dell’immagine, realtà indipendente nel campo delle arti visive. Su una superficie di settemila mq la struttura ospita spazi espositivi, una sala posa, studi d’artista e un’attivissima scuola di cinema, grafica e fotografia.
A gestirne il settore culturale è Auronda Scalera, giovane ed esplosiva artista e curatrice alla quale abbiamo posto qualche domanda su VISIVA e sul futuro che l’attende.

Macchina_fotografica_a_banco_ottico_costruita_dal_team_di_VISIVA

Macchina fotografica a banco ottico costruita dal team di VISIVA
 

Auronda, VISIVA inaugurava ufficialmente il 20 settembre 2012, ma il centro culturale era attivo già da diversi mesi. Come e quando nasce l’idea di VISIVA e da chi viene portata avanti?
L’idea di VISIVA nasce molti anni fa dall’attenta osservazione di come i concetti di arte, cultura e istruzione stiano mutando; dai fallimenti delle istituzioni e dei grandi musei; da come la crisi sta rimescolando i bisogni delle persone, ma soprattutto nasce dal sogno di otto visionari che lavorano da molti anni nel campo della cultura, dell’arte, della fotografia, del cinema, della grafica, e dell’editoria e di 3 società associate: Massimo Ciampa (AD e direttore didattico), Auronda Scalera (direttrice culturale), Rossella Cavaniglia (Tuttodigitale), Stefano Belli (Tuttodigitale, direttore sezione cinema), Glauco Vapeni (Vapeni Costruzioni srl, responsabile struttura), Michele Ricco (architetto) e Officine International (società italiana di distribuzione e produzione mostre a livello nazionale ed internazionale).

VISIVA è una start-up culturale indipendente che sottolinea quanto, grazie alla passione e al duro lavoro, sia possibile far crescere la cultura anche senza il supporto delle istituzioni. Come si sostiene VISIVA?
VISIVA oggi è uno spazio dedicato a mostre, didattica e  servizi, e su questi tre segmenti basa la propria economia. VISIVA è formata da tre gallerie espositive le quali propongono mostre, incontri, seminari, presentazioni editoriali, manifestazioni e festival. Oltre a queste, lo spazio espositivo continua in luoghi non convenzionali come il garage, la facciata del complesso e il terrazzo. All’interno della struttura vi sono poi una biblioteca/bookshop, un bar a km0, sale posa per riprese fotografiche e cinematografiche e infine una prestigiosa scuola di fotografia, cinema e grafica con didattica di respiro internazionale, che introduce un nuovo concetto di formazione: interi percorsi formativi composti da moduli settoriali. Ogni alunno ha la possibilità di scegliere il percorso più vicino alle proprie esigenze e gli alunni più meritevoli vengono inseriti all’interno della struttura che in tal modo crea  lavoro e crescita di nuove risorse.

VISIVA_sala_espositiva

Sala espositiva di VISIVA
 

Oltre a essere partner di molteplici iniziative culturali, come il Creative Pro Show o il Naked City Project, VISIVA propone e realizza numerose mostre e progetti; tra questi il “Museo One Book”. Di cosa si tratta?
Il “Museo One book” è un progetto innovativo che ci permette di ospitare mensilmente un libro raro, introvabile o in copie limitate da poter consultare liberamente. I volumi, esposti come opere, completano l’offerta culturale di VISIVA.
Come si è detto, VISIVA non è solo uno spazio di fruizione, ma anche di formazione, grazie ai tanti corsi, workshop e masterclass tenuti da docenti di chiara fama.

Credi che in questo momento storico la cultura possa ancora rappresentare uno stimolo alla crescita socio-economica del Paese o che sia solo un divertissement per pochi?
Questa è una domanda che ci poniamo costantemente, e la risposta la troviamo man mano, durante le mostre, i corsi, gli incontri e gli eventi che organizziamo. Solo le persone che seguono VISIVA ci regalano la risposta, che è ancora uno stimolo di crescita. Partendo dall’inaugurazione dove c’è stata un’affluenza (contata) di quasi tremila persone, sino agli iscritti ai corsi che in soli due mesi sono arrivati circa a cento. Insomma sembra che VISIVA con il suo format si collochi proprio in quel vuoto lasciato dalle istituzioni e che le persone ricercano da tempo. A volte ci paragonano a un piccolo MAXXI o al MACRO, ma noi ci sentiamo completamente diversi sia per finalità che per obiettivi. Ad esempio i partecipanti più meritevoli dei nostri corsi, vengono inseriti nel nostro organico. Per le mostre invece partendo dalla frase di Beuys “Ogni uomo è un artista”, stiamo cercando di ampliare il pubblico tra specialisti e semplici curiosi, accostando a ogni artista uno specialista in altri campi che spaziano dalla scienza, alla filosofia alla meccanica, alla chimica.

VISIVA_Museo_One_BookMuseo One Book di VISIVA
 

Per il prossimo anno è prevista l’inaugurazione di un altro spazio adiacente a VISIVA. Sarà un ampliamento della città dell’immagine o prevedete di destinarlo a progetti differenti?
In alcuni spazi ancora in via di ristrutturazione, il prossimo anno VISIVA aprirà un altro segmento dedicato al design e all’architettura.

Quali le iniziative del prossimo futuro per VISIVA?
A breve VISIVA ospiterà “A confession of a shark” – mostra del fotografo Emilio Barillario sull’universo surreale di un umano con uno sguardo da squalo – e “Reverse”, progetto video che lega diversi artisti internazionali sul tema dell’apocalisse.
In primavera sarà il turno del fotografo Luigi Avantaggio con la mostra “Animalìe”, progetto particolare, dedicato all’umanizzazione degli animali. Inoltre stiamo preparando, con Franco Losvizzero, la seconda edizione di “Censured” per il 2014 che si chiamerà “Extracensured”, e raccoglierà tutte le principali opere d’arte censurate dalle istituzioni, dalle gallerie e dal tempo.
Per concludere, in autunno ospiteremo un grande progetto sulla storia della fotografia, ma non voglio ancora svelare nulla!

Informazioni:
VISIVA – La città dell’immagine
Via Assisi 117, 00181 ROMA
Tel: +39.06.96042680
Email: info@visiva.info
Web: http://www.visiva.info/jm/

The following two tabs change content below.

Cecilia Leucci

Specializzata in Storia dell'Arte contemporanea presso l'università di RomaTre, è critico d'arte e curatore e opera per enti pubblici e privati; si occupa di progettazione, gestione e organizzazione culturale; collabora con riviste e quotidiani nazionali e locali e ha all’attivo numerose pubblicazioni; tiene inoltre, lezioni di curatela artistica nell’ambito di vari corsi di formazione professionale

Rispondi