“Where is home?” – Eliseo Pau

A.Eliseo Pau

Abbiamo incontrato Eliseo Pau (artista di origine sarda, vive e lavora a Londra), che dopo essersi Laureato in Fine Arts alla Central Saint Martins College of Arts (Univerity Of the Arts London) si è distinto per una pratica artistica che comprende video, sound, pittura e disegno, con attenzione a tematiche quali l’identità personale e il quotidiano. Tra le mostre più significative, Eliseo Pau, ha partecipato a Human Been Human, Nolia Gallery, 2006, Londra, International  Festival of Cinema and Technology, 2009, LA (USA) Drawing Connections, 2011, Siena, Sainte Chappelle, Gesto-Segno-Disegno, 2013, Donori, Sardegna, Roma.

A.Eliseo Pau

Eliseo Pau, Memory (Time Again).  Digital video, sound, duration 2:02, 2007
 

Ci introdurresti alla visione complessiva in cui sembrano valere sia una riflessione sull’identità soggettiva che la tua considerazione del tempo tra storia/passato e futuro?
La mia pratica artistica prende ispirazione prevalentemente da situazioni personali, da immagini e registrazioni video raccolte nel mio day to day, questo include immagini di viaggi, di famiglia, prese in internet, libri e giornali. Molti di questi lavori si accostano in qualche modo al mio passato e alla terra dove sono nato e cresciuto, altri si riferiscono o prendono spunto nella mia citta’ adottiva Londra.

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Eliseo Pau, Untitled (Foro Boario). Digital video, colour, stereo, duration 4:39, 2010
 

Sembra esserci una coerenza nel corso della tua pratica, così come concetti e tematiche si ripetono  costantemente. Potresti chiarire il significato che hanno per te le categorie: linea/limite, reale/astratto, suono/tempo, oltre che definire il termine minimalismo, a cui sembri aderire?
Time based works. I miei lavori non sempre seguono dei concetti o tematiche, alcuni nascono semplicemente per caso, ispirati da situazioni o cose che mi suggeriscono qualcosa, come per esempio Trip park che include immagini video registrate mentre pedalo una bici in un parco Londinese al tramonto, immagini naturalmente sfuocate con una qualità quasi lo-fi. Le ho trovate molto interessanti perché lasciavano una scia come in un effetto di un music-video degli anni 80. Altri lavori sono invece pensati e messi in atto come in raccolta series, che e’ semplicemente un documento visivo dove raccolgo vari oggetti inquinanti di plastica abbandonati in una spiaggia. Il footage del video e’ a sua volta diviso in due, sovrapposto, invertito e accelerato, il prodotto finale presenta me stesso in una semi-comica passeggiata nel litorale raccogliendo rifiuti plastici con una colonna sonora da film di fantascienza.
2D works. Le immagini che produco nei miei lavori in 2D sono abbastanza casuali, raccolgo semplicemente immagini che trovo interessanti, immagini del mio paese d’origine, di barche, capanne di pescatori, uccelli, e altro, provenienti sia da internet o dalla mia macchina fotografica. Il minimalismo di cui io parlo spesso riguarda in essenza la disposizione dei miei lavori nel contesto espositivo. Lo chiamo minimalismo perche’ per me e’ il modo di mostrare il lavoro ed esaltarlo al massimo, in uno spazio minimale dove il lavoro e’ al centro.

C. Eliseo Pau

Eliseo Pau, Capanna di Falasco, (Sedge Hut). Pen on paper, cm 10×8, 2011
 

Nella tua pratica, utilizzi differenti tecniche tra cui un dispositivo unico che ti permette di catturare le immagini a 360°, come un diorama moderno. Come consideri questa manipolazione del mezzo video e come lavori in questa direzione?
Se ti riferisci alla tecnica che ho usato per filmare il video untitled (foro boario) mi dispiace deluderti ma non ho usato nessun dispositivo, e’ semplicemente una singola ripresa panoramica tenendo in mano la video camera attaccata a un treppiede per evitare grosse vibrazioni mentre camminavo attorno all’edificio. Con questa circumnavigazione, se vogliamo chiamarla così, ho voluto in qualche modo isolarlo, come un oggetto o una scultura su un piedistallo. Questo esalta il suo aspetto esteriore ma allo stesso tempo crea una misticità non solo alla sua estetica e funzione ma anche a quello che c’è al suo interno. La costruzione era stata in passato un macello sin dai primi del ‘900, e dopo un restauro finanziato dall’EU non portato a termine per questioni burocratiche è rimasto chiuso. In attesa della bonifica delle autorità locali, il foro Boario era un edificio fantasma.

D. Eliseo Pau

Eliseo Pau, Trip Park, video still, digital, duration 1:09, 2007
 

Le immagini dei tuoi lavori si distinguono per una visione cristallina, un’assoluta composizione visiva, per riflettere un ritmo in sequenza brillante, dinamico, tecnicamente sofisticato. Ci presenteresti alcuni dei tuoi lavori, come il progetto Memory presentato nel 2007 alla Central Saint Martins, in cui differenti immagini di un veliero si stagliano sullo sfondo di un cielo limpido cavalcando le onde del mare?
Il lavoro del veliero e’ uno dei primi lavori che ha aperto la porta alla mia pratica artistica. Memory è nato per caso mentre cercavo delle foto nel mio computer, alcune foto scattate a delle barche a vela in anni diversi e sembravano assolutamente identiche, questo fattore mi ha incuriosito, quindi ho inserito 4 o 5 foto della stessa barca di diversi anni nel mio computer e con l’aiuto di un programma ho creato una semplice animazione che sovrappone una o più immagini. Dopo un lungo lavoro di editing il sovrapposizionamento era perfetto, il veliero si muoveva da destra verso sinistra scomparendo e ricomparendo in trasparenza come un miraggio all’orizzonte. Ma la cosa che più interessante per me è appunto questo ripetersi delle cose della vita e delle situazioni. Mi trovavo nella stessa spiaggia anno dopo anno, il veliero puntualmente appariva, il sole posizionato nel celo più o meno alla stessa distanza degli anni precedenti, i riflessi della luce nel mare, situazioni quasi identiche. Un’altro fattore interessante è che le foto erano semplicemente casuali, scattate per caso. Quello era il mio posto preferito dove ogni anno mi recavo e dove scattavo delle foto, e casualmente la barca appariva.

E.Eliseo Pau

Eliseo Pau, Table Top. Acrylic on wood panel, 2013
 

Sembra essere sempre molto forte e controverso il legame con la terra madre. Ci racconti della relazione con la tua oasi, ovvero la Sardegna?
La relazione con la mia terra madre è un po’ un miscuglio di odio e amore, ma il mio volontario esilio dalla Sardegna è in parte dovuto al mio desiderio di conoscere e soprattutto di studiare arte, esigenza che ho sempre auto sin da giovane e che sono riuscito a portare a termine nella capitale Inglese. Le tematiche dei miei lavori verso la mia terra sono originate gradualmente con l’aiuto di alcuni professori che alla Central Saint Martins hanno saputo guidarmi verso queste riflessioni, ma anche grazie alla mia ricerca che non si è fermata alla fine dei miei studi ma al contrario. Nonostante questo, non tutti i miei lavori guardano indietro alla mia terra.

Informazioni: www.eliseopau.co.uk

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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