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Tappeti Estremi presso la Fondazione 107 - allestimento

La Fondazione 107 di Torino torna alle origini e organizza una mostra incentrata sull’Asia proprio come ai tempi dei suoi esordi, nel 2009, con “East of nowhere”.
Filo conduttore dell’esposizione “Tappeti estremi” è il Tappeto in tutti i suoi possibili intrecci, in un viaggio attraverso il mondo che parte da via Sansovino 234 e conduce in luoghi lontanissimi.

Tappeti Estremi presso la Fondazione 107 - allestimento

Tappeti Estremi presso la Fondazione 107 – allestimento
 

Enrico Mascelloni, curatore della mostra, ha suddiviso i 1500 mq espositivi della Fondazione in due sezioni complementari che ripercorrono la storia del tappeto come oggetto funzionale e come opera visuale.
Il gigantesco ex capannone industriale degli anni Cinquanta di proprietà della famiglia Piccari ospita infatti fino al 10 Novembre 2013 esempi della quintessenza della visualità orientale, dall’Asia all’Africa e dagli anni Novanta a oggi.
Lo spettatore occidentale, quasi certamente nuovo in questo genere di Arte per niente minore, rimarrà sorpreso nello scoprire come kalashnikov e missili possano, nei tappeti di guerra afghani, sostituirsi ai più classici motivi decorativi tradizionali.
Dal Modernismo afghano si passa poi a quello cinese.
Nelle aree tribali della Cina furono creati per la clientela delle città costiere come la Shangai degli anni Venti e Trenta, tappeti su cui, come in un quadro, si possono ammirare splendidi paesaggi urbani con grattacieli e aerei o personaggi importanti la cui immagine è stata tramandata grazie a fili sapientemente intrecciati.

Tappeti estremi  - Il tappeto come mezzo di propaganda cinese

Tappeti estremi  – Il tappeto come mezzo di propaganda cinese
 

Oggetto d’arte che diventa strumento di propaganda, il tappeto è anche un potente veicolo di messaggi politici e sociali. Un esempio sono le numerose rappresentazioni di Mao-Tse-Tung, prodotti di quell’arte che in Occidente abbiamo etichettato come Pop e che ricordiamo nelle colorate creazioni di Andy Warhol.
Il viaggio continua nella lontana Unione Sovietica da cui arrivano splendidi feltri utilizzati fino a qualche decennio fa per decorare e scaldare le yurte dei nomadi nell’Asia centrale e nel Sahara africano da cui arrivano delle splendide stuoie realizzate con infiniti intrecci di fili di cuoio colorati.
Ma il tappeto, oltre a opera visuale, è prima di tutto oggetto. E proprio per questo motivo – per il suo essere oggettuale – è stato protagonista dell’Arte prima ancora che arte esso stesso. Video, trompe d’oeil, object trouvé da Oppenheim a Gilardi passando da Delvoye a Mondino celebrano la funzionalità del tappeto che, semplicemente, è.
E’ un tavolo su cui mangiare, un riparo dal freddo, un letto su cui dormire, addirittura un mezzo di trasporto con cui muoversi in volo
“Tappeti estremi” è una mostra che scalda il cuore e riporta indietro nel tempo, al sicuro tra oggetti così familiari e, chissà come mai, troppo spesso dimenticati.

tp 048 - tappeto con dollaro Afghanistan 42x91

 

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Irene Perino è Una, Nessuna, Millemila. Scrive, racconta e condivide. Giornalista, blogger e Guida turistica, si occupa di Marketing e Comunicazione anche se da grande voleva fare la maestra. Laureata in Storia dell'Arte contemporanea ha curato alcune mostre nazionali e collabora con diversi magazine del settore. Fan sfegatata dell'arte contemporanea che fa dire a tutti "Capirai, potevo farlo anche io", passerà tuttavia alla storia per aver dato vita a "Le Millemila cose da fare a Torino", il primo e unico blog turistico-letterario sulla sua città.

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