Zabludowicz Collection, London

Adriano Costa, Installation View Photo: Stuart Whipps  Credit: Michael E. Smith. Installation view at Zabludowicz Collection  Courtesy artist and Zabludowicz Collection

La Collezione Zabludowicz, fondata nel 1994 da Poju e Anita Zabludowicz, ora con sede a Londra, Sarvisalo e New York, si contraddistingue per un marcato sostegno verso artisti emergenti che promuove attraverso residenze e iniziative e che, nel tempo, ha saputo riconoscere per il loro valore artistico. A parlarcene, nella meravigliosa sede di Londra, al n. 176 di Prince of Wales Road, una ex cappella metodista, il curatore, Paul Luckraft, che introduce i quattro artisti presenti in mostra : Adriano Costa, Sam Falls, Samara Scott, Michael E.Smith. Entrati a far parte della Collezione permanente, sono stati invitati a realizzare nuove opere nel corso di una residenza artistica in Finlandia, ora visibili in mostra.

Adriano Costa, Installation View Photo: Stuart Whipps  Credit: Michael E. Smith. Installation view at Zabludowicz Collection  Courtesy artist and Zabludowicz Collection

Adriano Costa, Installation View. Photo: Stuart Whipps. Credit: Michael E. Smith. Installation view at Zabludowicz Collection. Courtesy artist and Zabludowicz Collection 
 

I lavori di Sam Falls (b.1984, San Diego, California, USA) occupano la navata centrale, riflettendo della scultura e pittura, per approfondire il discorso sul video nella galleria superiore, attraverso rimandi e corrispondenze. Dalla pratica fotografica e da una tecnica sperimentale sulle declinazione del colore e della luce, l’artista affronta una dimensione contemplativa, classica e aulica, secondo le categorie di Spazio e Tempo. Come suggerisce il curatore, Untitled (Marble, Corten Steel & Aluminium), 2013, è l’opera introduttiva, stabilendo un duplice discorso e includendo sia elementi raffinati, sia materiali non trattati (tra i quali scarti industriali) in un bellissimo dialogo visivo con il dittico Untitled (Marble, Corten Steel &Aluminium): nel complesso, una sezione che pone l’accento sull’interno e l’esterno della Scultura. Una composizione che sottolinea la transizione avvenuta in questo periodo di residenza, seguito dagli ultimi lavori, che riflettono sulla materia e sugli effetti dell’esposizione ad agenti naturali, come la pioggia, i fenomeni atmosferici, e lasciando visibile il processo del fare-arte, come per Untitled (Apple blossom petal 6, Sarvisalo Finaland), 2014: una superficie organica e poi saturata di elementi stratificati e di pigmenti asciutti. Un dialogo con l’architettura caratterizza i video, tra cui emerge il memento mori Final Forever (Nostalghia, Pale Blue Eyes) 2012.

Sam Falls, Installation View Photo: Stuart Whipps  Credit: Michael E. Smith. Installation view at Zabludowicz Collection  Courtesy artist and Zabludowicz Collection

Sam Falls, Installation View. Photo: Stuart Whipps. Credit: Michael E. Smith. Installation view at Zabludowicz Collection. Courtesy artist and Zabludowicz Collection
 

La sala del camino, è dedicata ad Adriano Costa (1975, Sao Paolo, Brazil), esponente del Nuovo Modernismo, attraverso un approccio che s’identifica tra il Concretismo brasiliano/ Brazilian Concretism, l’Arte Neo-Concreta/Neo-Concrete Art e l’Arte Povera, pensando elementi di una nuova configurazione motivata dal ritmo e dalla composizione e da materiali grezzi. Influenze dall’Informale, secondo la definizione di Rosalind Krauss, pervadono i lavori dell’artista che compone un’installazione mediata dalla dimensione domestica, in cui presenta lavori al limite delle arts&crafts. La dimensione fisica è sottolineata dal titolo dell’opera iniziale From My Body Comes, Through Your Body Goes, 2009-2012: una serie di lavori che riflette valori simbolici come per Handmade Medals and Amulets, 2012, e così per Black Army, 2012, oltre che a memorie intime come per la madre, o a pensieri della collettività con accento politico, sociale e ironico.

Samara Scott, Installation view, 2014.  Photo: Stuart Whipps

Samara Scott, Installation view, 2014. Photo: Stuart Whipps
 

Samara Scott (1984, London, UK) sembra essere una promessa della nuova generazione di artisti inglesi; un tocco che si può definire gioioso, glamour e sensuale, ma al contempo decorativo, materiale, fragile e femminile, in cui si riscontrano tracce della più raffinata, melodica astrazione da Kandinskij e della sensualità di Matisse, come per le meravigliose Aquarelle Gastebuch 2014, in cui la superficie del vetro racchiude il fluire di una composizione in negativo: una superficie riflettente, in cui il ritmo visivo interseca i rivoli d’acqua. Da Warm Thights 2013, opera appartenente alla collezione permanente, l’artista ha seguito un’evoluzione compositiva e di approccio e studio dei materiali, affacciandosi al make-up artist e ad altre tecniche sperimentali. Ciò si puo’ notare nel telero moderno Paris Melt 2014, in Ancient Evening 2014, e nel wall-painting Food & Wine 2014, che suggerisce l’esperienza dell’intero complesso come un moderno tableaux vivant.

1.Installation view, Zabludowicz Collection, Michael E. Smith (6)

Michael E. Smith, Installation view. Photo: Stuart Whipps. Credit: Michael E. Smith. Installation view at Zabludowicz Collection. Courtesy artist and Zabludowicz Collection 
 

L’intervento di Michael E.Smith (1977, Detroit, USA) s’insinua negli interstizi dell’architettura, lavorando sul concetto di objet-trouvé e ready-made, e secondo un approccio deconstruttivista, rispondendo alle circostanze attraverso prospettive enigmatiche ed estranianti. L’opera Untitled 2014 s’inserisce abilmente suggerendo l’area riservata al coro; ancora più enigmatico è il complesso di Untitled 2014, in cui una corda scende dal soffitto, a suggerire un approccio psicanalitico, accompagnata dal calco di un paio di jeans, sulla balconata. Ricco di richiami alla cronaca, l’opera suggerisce una caduta e una sospensione in volo, dell’essere, attraverso frammenti da ricostruire come in una caccia al tesoro, ricca di indizi. La Collezione si arricchisce di una nuova punta del panorama artistico moderno, con le opere di Rachel Pimm (1984, Harare, Zimbawe), che si aggiunge all’esposizione con il progetto Natural Selection, 2014: dal design, l’artista proietta due video che esplorano la linfa vitale che scorre attraverso una selezione di piante, analizzate per struttura, composizione e articolazione, secondo Eco-Cultures: è nel complesso un binomio perfetto tra natura e progresso, pensando alla riproduzione e ai suoi effetti globali, al suo uso e consumo.

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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